WHITE

Un projet de Barbara Duran
par Studio Urbana

 

Il progetto White di Barbara Duran prosegue il filo conduttore della mostra Dimora del Tempo del 2009, relazionandosi ancor più ai temi dolorosamente attuali e toccando aspetti della contemporaneità che parlano della figura femminile, in tutta la sua presenza ed interezza nel tempo presente. White è legato ad una idea di sacralità laica, che si riferisce  fortemente nel suo divenire formale  all’iconografia antica. Iconografia che racconta già in sé la nostra storia e le immagini di una contemporaneità che ripete nel tempo, le stesse storie, gli stessi sguardi a lasciare il segno nell’epidermide del mondo.
Il progetto  espositivo si sviluppa intorno a quattro grandi opere ad olio su tela, una videoproiezione, e una serie di icone su tavola e carta. 
In Dimora del Tempo Duran ha raccontato la forza del dolore e il coraggio della vita attraverso la figura della madre, della donna “resistente” con particolare riferimento in quel caso a quel che è accaduto in America Latina durante le dittature, particolarmente colpita dalle realtà conosciute e dalle storie ascoltate in viaggi ed esperienze di lavoro ripetute negli anni, comprendendone l’universalità e dedicando il lavoro a tutti coloro che soccombono per  mano della violenza di altri, per l’oppressione, la sopraffazione e l’inevitabile risultato di regimi e di guerre che eliminano sistematicamente chi lotta per la libertà e la dignità del vivere.

Come in Dimora del Tempo anche nel progetto White la figura femminile si riconfigura nel suo ruolo salvifico, quale artefice delle salvezza collettiva, colei che accoglie e genera, che difende e protegge sé stessa e l’altro. Sempre, anche quando questo significa soccombere a chi più forte, è cieco.
Duran considera  la memoria e il dolore quali  chiavi per un’accensione della storia che produca in essa delle mutazioni , in questo senso l’acquisizione della memoria è premessa per lo sviluppo del futuro.